Tempo fa mi son frettolosamente ripassato la cartella degli spam sulla mia mail per verificare se c’era capitato qualcosa di utile e mi trovo una curiosa lettera di una fantomatica Samantha.

Riporto integralmente l’intera mail tanto per far capire quanto a volte siano stupidi e poco creativi gli spammer e quanto coglioni (passatemi il termine) siano i pochi fessi che ci cascano.

Ciao, Samantha è il mio nome e ho diciannove anni (vedi la mia foto). Io vivo a Praga, una città bella e piena di libidine, ma anche così povera.
Scusa se il mio italiano non è perfetto, ho iniziato a imparare di recente. Se per caso sbaglio qualche parola, per favore, leccami.

Durante il comunismo io e la mia famiglia siamo vissuti comodamente. Ora tutto è diverso.
Il capitalismo ha fatto buone cose, il libertino mercato e una certa lussuria, ma anche tanta ingiustizia. I miei genitori hanno perso il lavoro e io e la famiglia siamo caduti in disgrazia. Non ti descrivo le pene in cui viviamo, enormi e turgide pene.

Io ho trovato lavoro alla Durex, faccio la collaudatrice a cottimo, ma il poco denaro che guadagno è a malapena sufficiente per la cura medica.

Devi sapere che soffro di una forma molto non scherzosa di ipertrofia al petto e il mio corpo sottile rende molto difficile trasportare queste enormi e sode mammelle. Periodicamente si gonfiano di latte e, se non trovo qualcuno disposto a succhiare, inizio a straripare e spruzzare in tutto il mondo e rischio lo svenimento in preda a spasmi, se qualcuno non aiuta i miei poveri capezzoli.

Ti allego alcune foto di me. Come puoi vedere non ho i soldi per comprare vestiti e sono costretta a stare tutto il giorno seminuda coperta da verdure. Non è una vita semplice e veramente non so più dove sbattere il clitoride. Scusa se non sono molto brava a esprimere me stessa, ma immagino che tu sei abbastanza superdotato per capire.

L’altro giorno, per combattere il freddo, mia sorella Annah si è cosparsa tutto il corpo di gelato alla crema, ma il gelato è tanto freddo (purtroppo non abbiamo nemmeno i soldi per studiare termodinamica) e così io ho dovuto leccare. Tremava tutta, poverina!

Tu al calduccio nella comoda casa italiana non sai nemmeno immaginare i posti dove riesce a infilarsi il gelato. È stato un lavoro lungo, ma alla fine sono riuscita a leccare tutto.
Avresti dovuto vederla, quanta compassione faceva, tutta sgocciolante di saliva coi capezzoli appuntiti per il freddo.

Per questo ti chiedo di aiutarci e inviarci un paio di euro. Non importa una grande somma, quello che hai in banca va benissimo.
Un bacio grande grande con le mie grandi labbra.

Samantha.

Non ho ovviamente null’altro da commentare!